Istituto dei Bardi

...Una seconda vita dunque per l’Istituto che parte dalla forte convinzione che la missione dell’Istituto sia quella di lavorare per la conservazione del prezioso patrimonio di tradizione e cultura costituito dalle botteghe artigiane dell'Oltrarno e dai suoi animatori.

L’Istituto dei Bardi

L’espressione Second Life, divenuta di uso frequente negli ultimi anni grazie ad Internet, può apparire strana, addirittura fuori luogo, nel sito di una vetusta istituzione benefica come l’Istituto dei Bardi. Tuttavia essa dipinge correttamente quanto è avvenuto negli ultimi anni in Palazzo Capponi, storica sede dell’Istituto e appare del tutto coerente con la decisione di realizzare questo sito.
Dopo un periodo di inattività seguito ai danni dell’ alluvione del 66 che aveva reso problematico il funzionamento dell’Istituto e il conseguimento delle finalità del lascito del Conte Girolamo Bardi, la svolta è avvenuta nel 2005, quando è nato un progetto di restauro della sede dell’Istituto attraverso una collaborazione con la James Madison University della Virginia, un ateneo di stato della Virginia da tempo presente a Firenze con corsi volti al miglioramento della conoscenza dei giovani statunitensi della realtà italiana. Il generoso sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio, che ha reso possible l’avvio del restauro del Palazzo Capponi, ha anche sostenuto la svolta verso un modo nuovo di progettare i compiti dell’Istituto in una società cambiata rispetto al passato, a cominciare dall'informatizzazione dell’edificio e dall'utilizzo della Rete.


Una seconda vita dunque per l’Istituto che parte dalla forte convinzione che la missione dell’Istituto sia quella di lavorare per la conservazione del prezioso patrimonio di tradizione e cultura costituito dalle botteghe artigiane dell'Oltrarno e dai suoi animatori. Ancora cinquantanni fa sostenere la possibilità degli artigiani di migliorare le proprie condizioni di vita e lavoro attraverso la scuola poteva avere il valore di una generosa utopia; questa ai nostri giorni può essere riletta in chiave moderna. Oggi questo compito dell’Istituto viene ripensato in un contesto socioeconomico profondamente mutato; il sistema dei riferimenti , il peso delle attività artigiane nella società ha poco a vedere con quello che il conte Bardi aveva attorno a sé. Oggi, nell’Oltrarno, il ruolo di questi artigiani si arricchisce, immaginandoli come potenziali docenti per nuove generazioni di giovani leve destinate a proseguire la tradizione dell’artigianato coadiuvando o subentrando ai vecchi artigiani o creando nuove botteghe. Questa appare oggi come una strategia moderna ed efficace per realizzare i compiti affidati al lascito dal Conte Bardi due secoli or sono. Il pensiero del benefattore di allora è oggi nella coscienza comune che vede nella cultura dell’artigianato dell’Oltrarno un prezioso valore da preservare nella sua unicità.
La creazione di questo sito rappresenta il concreto avvio di uno sforzo per realizzare attività formative in favore dell’artigianato dell’Oltrarno fondendo le possibilità offerte dalle moderne tecnologie della comunicazione e dell’informatica con il meglio del patrimonio di saperi tradizionali di questo mondo che affonda le sue radici nel termine “tradere” sia nel senso di trasferire da uomo a uomo quei saperi, sia in quello di commerciare, valorizzare cioè i prodotti creati dall'inimitaibile opera delle mani dell’artigiano.